IPPOLITO NIEVO

S’addentrava con Angelica e con Medoro a scriver versi d’amore sulle muscose pareti delle grotte, e delirava anche talora col pazzo Orlando e piangeva di compassione per lui. Ma soprattutto le vinceva l’animo di pietà la fine di Brandimarte, quando l’ora fatale gli interrompe sul labbro il nome dell’amante... Le confessioni d’un Italiano
Il protagonista non è il savio Orlando, ma Orlando matto e furioso. Questo tipo della cavalleria così trasformato è già una concezione ironica. Ma guarda ora come vien fuori questa concezione. Il momento della pazzia è rappresentato con tale realtà di colorito, che la tua illusione è perfetta. Ci si vede una profonda conoscenza della natura umana nelle sue più fini gradazioni. È un «crescendo» di particolari e di colori, che ti rendono naturalissimo un fatto così straordinario.
Francesco De Santis, Storia della letteratura italiana Napoli - Morano 1870 - 1871

1516

Nell'anno dell'uscita del Furioso Pietro Pomponazzi sostiene che l'immortalità dell'anima non può essere dimostrata per via razionale...
Pietro Pomponazzi, De immortalitate animae - 1516

ricciardetto il Comitato Nazionale per il V Centenario

500 ANNI DI ORLANDO FURIOSO

Le ricorrenze, i centenari, possono passare nel silenzio e nell’oblio, oppure possono essere dei segnali che risvegliano l’interesse, stimoli che agiscono come imagines agentes, per riprendere l’antica terminologia dell’arte della memoria, qualcosa cioè che è capace di mobilitare insieme ricordo e invenzione, conservazione del passato e creazione del nuovo. In teoria non ci sarebbe bisogno di centenari per coltivare l’amore per i nostri classici, per leggerli e rileggerli, per trasmetterli alle giovani generazioni in modo che ciascuno se ne appropri a modo suo, impegnandosi in un dialogo e in una fascinazione del tutto personali, come è giusto che la lettura sia…  Continua a leggere